Tra Veleno e Anima
Alessandro Visconti, il potente capo di Verona, è affetto da Corpo Puro Yang: solo con la giovane studentessa Serena Neri, unica Corpo Puro Yin, potrà sopravvivere.
All’inizio la sposa per interesse, ma finisce per innamorarsi.
Dopo un inganno familiare, i due si uniscono, senza sapere che anche Serena rischierà la vita.
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La sedia, il bastone, la fuga
Lei scende le scale con il bastone in mano, ma non è debolezza: è strategia. Lui resta sul letto, immobile, mentre lei si allontana — il vero potere non è nel controllo, ma nel lasciare. *Tra Veleno e Anima* ci insegna che la fuga può essere la mossa più audace. 🕊️
Gli occhi di lui dicono ciò che le parole non osano
Non grida, non minaccia: guarda. E in quegli occhi c’è un mare di rimpianto, gelosia, desiderio. Quando scopre il segno, non reagisce — osserva, respira, soffre. In *Tra Veleno e Anima*, l’emozione è nei micro-gesti, non nelle battute. 💔
La stanza con il fenice: simbolo o prigione?
Il murale del fenice alle loro spalle non è decorazione: è metafora. Lei è ferita, ma non morta. Lui cerca di curarla, ma forse è lui stesso il fuoco che l’ha bruciata. *Tra Veleno e Anima* gioca con i contrasti: lusso vs dolore, protezione vs possesso. 🦅
Il ciondolo di giada: l’unico oggetto che non mente
Mentre tutto intorno è tensione e silenzi pesanti, lui stringe quel ciondolo — fragile, prezioso, antico. È l’unica verità in una stanza piena di menzogne non dette. In *Tra Veleno e Anima*, gli oggetti parlano più delle persone. 🪙 #CuoreDiPietra
Il segno rosso che racconta tutto
Quel piccolo fiore rosso sulla pelle di lei non è un tatuaggio, è una confessione silenziosa. Lui lo tocca con reverenza, come se stesse sfiorando una ferita sacra. In *Tra Veleno e Anima*, ogni dettaglio è un colpo al cuore. 🌸 #OsservatoreSilenzioso