Appena l'uomo legge il messaggio di Willow, la sua espressione cambia radicalmente. È paura? È rabbia? In Signor Sorpresa ogni dettaglio conta. La transizione dalla sofferenza fisica alla crisi emotiva è gestita magistralmente. Non riesco a staccare gli occhi dallo schermo, voglio sapere chi è davvero questa Willow.
C'è qualcosa di strano nel modo in cui l'infermiera spinge quel carrello. Sembra quasi che stia nascondendo qualcosa o che abbia fretta di arrivare da qualche parte. In Signor Sorpresa anche i personaggi secondari hanno un'aura di mistero. La paziente sembra fidarsi, ma io come spettatore sento che sta per succedere qualcosa di terribile.
La donna si tocca la pancia con dolore, ma dopo l'iniezione sembra quasi sollevata, quasi felice. È un parto o una procedura estetica? Signor Sorpresa gioca con le nostre aspettative. La confusione della paziente rispecchia la mia: cosa le hanno davvero iniettato? Quel liquido trasparente è la chiave di tutto.
Vedere un uomo in un costoso abito gessato crollare sul tavolo delle riunioni è uno spettacolo tragico. I colleghi lo guardano con preoccupazione, ma lui è perso nel suo mondo. In Signor Sorpresa il successo non protegge dal dolore. La scena è girata con una luce fredda che accentua la solitudine del protagonista.
Il risveglio della paziente è agghiacciante. Passa dalla calma al terrore in un secondo. La dottoressa la guarda con una calma quasi innaturale. In Signor Sorpresa il risveglio non porta sollievo, ma nuove domande. Quella siringa preparata con tanta cura all'inizio ora fa molta più paura.